Risparmia sull'assicurazione RCA: polizze auto da 181 €*
* Profilo utilizzato: Maschio 45 anni residente Bolzano Fiat Punto

Risparmiare sull'assicurazione dell'auto, tutti i consigli - Video Guida

L'esperto SuperMoney, Roberto Bertinetti, spiega come risparmiare con detrazioni sulle polizze Rc auto, legge Bersani e clausole contrattuali.

Roberto Bertinetti parla di polizze Rc auto a Class Tv - Testo integrale

Tra le spese di una famiglia uno dei capitoli più importanti del bilancio familiare è quello relativo alle spese per l’automobile. In particolare, oggi, ci concentriamo sull’Rc auto e ne parliamo con Roberto Bertinetti, esperto di Supermoney.eu, sito certificato dall’Agcom che permette di confrontare le migliori assicurazioni e molti altri servizi. Benvenuto, Roberto.

Gli ultimi dati usciti ci parlano di recenti rincari nell’ambito delle assicurazioni auto. Quali sono state le novità più importanti?
I dati forniti di recente dall’Istituto di Vigilanza per le Assicurazioni (IVASS) mostrano come ci siano stati rincari per alcune categorie di assicurati.

Quali sono le categorie più colpite da questi aumenti?
In primo luogo le donne. Le donne sono infatti state penalizzate dalla sentenza del marzo 2011, con cui la Commissione europea ha sancito l’obbligo di parità di trattamento tra i sessi.

Significa che prima le donne pagavano meno?
Sì, esatto. Per fare un esempio concreto, possiamo esaminare il caso di una neopatentata di 18 anni, che assicura un 1300 utilizzando la classe di merito di partenza, ossia la 14. Ebbene, in questo caso, c’è stato un aumento del 13,5%, con picchi tra il 24 e il 26% in alcune località del Sud Italia.

Un rincaro notevole! In particolare per la classe di merito di partenza che prevede già un premio molto elevato…
Sì, non è assolutamente un rincaro trascurabile. Allo stesso tempo, però, gli uomini hanno conosciuto un discreto ribasso del costo della polizza.
Questa è l’altra conseguenza della parificazione tra i sessi voluta dalla Commissione europea. Riferendoci allo stesso profilo dell’esempio di poco fa, volto però al maschile, possiamo vedere come il nostro neopatentato riesca oggi stipulare una polizza e risparmiare sull'assicurazione auto perché gli costa il 6,7% in meno.

Però, se da un lato sono incrementati i premi del 13% e, dall’altra, sono diminuiti del 6%, i conti non tornano!
Gli uomini assicurati sono in superiorità numerica e, dunque, la revisione dei premi delle assicurazioni auto hanno tenuto conto di questo dato e della compensazione che ne deriva.

In questo periodo di dichiarazioni dei redditi, ci sono detrazioni che aiutino ad abbattere questo costo fisso?
Sì, ci sono. Quando si stipula una polizza Rc auto, questa comprende anche una quota a copertura delle spese per eventuali incidenti stradali, che viene versata direttamente al Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Questa parte del premio può essere detratta per il 19% dall’Irpef.
Da quest’anno, però, c’è una novità: la legge Fornero ha infatti stabilito che, se la quota versata all’SSN è inferiore a 40 euro, non ci si potrà avvalere di questa detrazione.
Considerando poi che la parte del premio ceduta al Sistema Sanitario Nazionale è del 10,5%, si evince che bisogna pagare un premio superiore ai 380 euro per poter usufruire della detrazione.
In conclusione, circa il 50% della popolazione assicurata non potrà beneficiare di questa agevolazione fiscale.

Come facciamo a ottenere questa detrazione?
Per ottenere la detrazione, è sufficiente inserire nel modello 730 o Uni.Co. questa spesa che verrà poi detratta.

Passiamo ora al tema delle auto d’epoca. Cosa si intende esattamente per auto d’epoca?
Per auto d’epoca si intendono tutti quegli autoveicoli che hanno più di 20 anni, con riferimento specifico alla data di costruzione della vettura posseduta, e non alla data di immatricolazione.

Quindi, se il nostro veicolo ha più 20 anni, accediamo in automatico alle polizze auto riservate alle auto d’epoca?
No perché servono altri requisiti. Oltre al prerequisito necessario dell’età dell’autovettura, bisogna presentare un’apposita richiesta al registro delle Auto Storiche Italiane (ASI), corredandola di fotografie del veicolo.

Le fotografie servono per documentare l’interesse storico ed estetico del veicolo?
No, bisogna più che altro presentarle per via della necessità di documentare lo stato di usura del veicolo. Deve trattarsi infatti di una vettura in buono stato.

Dunque, non deve essere obbligatoriamente una bella auto?
No, potrebbe anche essere la vecchia R4 di famiglia!

È molto positivo allora! Si potrebbero così ottenere premi assicurativi notevolmente più bassi. A quanto potrebbe ammontare il risparmio effettivo in caso di auto d’epoca?
Quantificare il risparmio è molto difficile, dal momento che i premi variano da compagnia a compagnia.
Possiamo però dire che il risparmio sull'assicurazione auto che si ottiene con una polizza su un mezzo d’epoca è il frutto di tre diversi fattori: premi assicurativi più convenienti rispetto alla normale polizza, classe di merito unica e assenza del bollo. Per le auto d’epoca, infatti, va solamente versata la tassa di circolazione.
In più, i collezionisti che presentano più di un’auto d’epoca possono usufruire della cosiddetta “Condizione garage”, che consiste nella possibilità di stipulare un’unica polizza a copertura di tutti i veicoli e, pertanto, le condizioni sono estremamente favorevoli.

Dobbiamo però ricordare che la “Condizione garage” potrà essere applicata in pochissimi casi. Rispetto ai collezionisti, i neopatentati sono molto più numerosi e son, peraltro, anche i più tartassati dal punto di vista della spesa per la polizza. Abbiamo qualche consiglio per loro?
Certo, il consiglio più importante è quello di usufruire, ove possibile, della Legge Bersani, che permette di ereditare la classe di merito di un familiare convivente. Per accedere a questa agevolazione bisogna convivere con un parente già assicurato e assicurare un veicolo nuovo o usato, ma di recente acquisto.
Quando si stipula la polizza di assicurazione sull'auto, bisogna fare una specifica richiesta per usufruire di questa legge, presentando i documenti che attestino lo stato di familiare convivente del parente di cui si intende ereditare la classe di merito e inviando di conseguenza il suo attestato di rischio.

Il fatto di avvalersi della Legge Bersani è sicuramente un buon modo per risparmiare. Tuttavia, non tutti sanno che, assieme alla classe di merito, non si eredita anche lo stesso premio assicurativo…
Sì, è vero, il calcolo del premio assicurativo viene infatti determinato in base a diversi fattori, quali l’età del contraente, gli anni di patente, gli eventuali incidenti passati. Inoltre, alcune compagnie distinguono tra classe di merito ottenuta normalmente e classe di merito ereditata.
Ciò significa che il premio assicurativo per un neopatentato sarà verosimilmente maggiore rispetto a quello del parente e, allo stesso tempo, inferiore al costo che avrebbe dovuto sostenere se avesse stipulato una polizza ex novo.

In caso di incidente, siamo destinati a un abbassamento della classe di merito, oppure c’è un modo per evitare questo scatto automatico?
Sì, c’è una possibilità che dipende dal contratto in essere con la propria compagnia. Alcuni contratti prevedono, ad esempio, la possibilità per il contraente di rimborsare alla sua compagnia la spesa che questa ha sostenuto per liquidare il danno alla persona e al veicolo coinvolti nel sinistro.
La richiesta dell’ammontare del danno va presentata alla CONSAP, la Concessionaria di servizi assicurativi pubblici. Fatto questo, si potrà liquidare l’intero importo alla Camera di Compensazione, un organo della CONSAP. Quest’ultima rilascerà, infine, un attestato di pagamento che potrà essere inviato alla propria compagnia assicurativa, in modo da congelare la classe di merito.

Allora questa soluzione è consigliata per danni relativamente poco costosi, come un graffio o un piccolo tamponamento?
Sì, esattamente. In caso di piccoli incidenti, piuttosto che farsi decurtare la classe di merito, sostenendo il costo aggiuntivo del premio assicurativo maggiorato, conviene liquidare direttamente alla compagnia l’importo del danno. Infatti, una volta passati a una classe superiore, vi si rimane per diversi anni, non solo per l’anno successivo all’incidente!

In fin dei conti è una mera questione di calcoli matematici, utili alla valutazione della convenienza delle due alternative disponibili: importo del danno da versare alla compagnia e spesa totale da sostenere per far fronte, negli anni, al premio assicurativo maggiorato.

Ringraziamo per i consigli Roberto Bertinetti, esperto di Supermoney.eu, sito cui vi rimando per ulteriori informazioni su questo e molti altri temi legati al mondo del risparmio e delle assicurazioni auto.
Grazie, Roberto. È tutto per oggi.

2013-05-17 17:55:51 Sara Pancotti

ma pensavano davvero che parificando i premi assicurativi sarebbero stati ribassati e non alzati per tutti?