La prima revisione di un'auto nuova deve essere effettuata obbligatoriamente dopo quattro anni dalla prima immatricolazione ed entro il termine del mese di rilascio della carta di circolazione. Con l'approvazione della direttiva europea n. 2014/45 sono state introdotte delle nuove procedure mirate a prevenire i possibili casi di frodi ai danni degli automobilisti e a garantire maggiore sicurezza.

Auto nuova: quando fare la prima revisione obbligatoria?

La revisione auto non ha mai una scadenza fissa e i termini sono variabili da 1 a 4 anni. Per quanto riguarda un'auto nuova alla sua prima immatricolazione, la prima revisione si rende obbligatoria dopo 4 anni, entro il mese di scadenza coincidente con il rilascio del libretto di circolazione.

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Questa scadenza vale per tutti i mezzi con massa massima inferiore o uguale a 3,5 tonnellate. Non si applicano eccezioni in base al tipo utilizzo, comprendendo quindi autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori. Effettuata la prima revisione, i controlli successivi dovranno avvenire obbligatoriamente con cadenza biennale e sempre entro il termine del mese del rilascio della carta di circolazione.

Fanno eccezione a queste scadenze tutti i mezzi massa massima superiore a 3,5 tonnellate, i taxi, gli autoveicoli a noleggio con conducente, gli autobus e le autoambulanze. Per queste categorie speciali la revisione si rende obbligatoria a cadenza annuale.

Sono invece previste delle revisioni straordinarie, ovvero fuori dai termini previsti, in seguito ad eventi particolari, come ad esempio un incidente stradale. In questo caso sono le stesse Forze dell'Ordine a richiedere all'Ufficio Dipartimento Trasporti Terrestri una revisione parziale del veicolo. Inoltre, qualora la revisione regolare sia programmata entro la fine dell'anno, è possibile richiedere un controllo completo che andrà a sostituire i regolari controlli periodici.

Certificato di revisione: le nuove direttive europee

La Direttiva europea del 2014 ha introdotto il rilascio obbligatorio del certificato di revisione che dovrà essere emesso dopo i controlli tecnici effettuati dall'officina autorizzata. Lo scopo del provvedimento è uniformare le procedure a livello europeo, riducendo gli episodi di frodi. Nel documento dovranno essere riportati i seguenti dati: la categoria di appartenenza del veicolo, in numero di targa e del telaio, la lettura del contachilometri, eventuali criticità emerse dopo i controlli e tutte le informazioni utili ad identificare il centro che ha effettuato i controlli.

La validità del certificato di revisione sarà garantita anche in caso di trasferimento di proprietà del veicolo e in caso di re-immatricolazione del veicolo in un altro Stato membro dell'Unione. Il numero dei chilometri saranno parte integrante del documento e oggetto di controlli da parte di ispettori ministeriali che dovranno anche verificare l'omologazione delle apparecchiature usate e la preparazione del personale delle officine

Quanto costa la revisione auto?

 

Per quanto riguarda le modalità e i costi della revisione, le strade percorribili sono due. La più economica consiste nel presentare la richiesta di revisione del mezzo direttamente alla Motorizzazione Civile, allegando il modulo TT2100 compilato con i dati del proprietario e del mezzo da sottoporre a revisione, il libretto di circolazione originale e la ricevuta di pagamento di 45 euro, da effettuare tramite bollettino prestampato. Una via meno cara, dunque, ma ostacolata inevitabilmente dai tempi burocratici più lunghi.

L'alternativa è rivolgersi ad una delle tantissime officine autorizzate per le revisioni. In questo caso la spesa necessaria è di 65,25 euro, comprensivi di IVA e di tassa governativa, oltre alla maggiorazione dovuta alle pratiche da presentare alla Motorizzazione e di cui si occuperà direttamente l'officina selezionata per effettuare la revisione.

Cosa si rischia in caso di revisione scaduta

 

Le sanzioni in caso di revisione scaduta non sono affatto da prendere alla leggera e variano da un minimo di 159 fino ad un massimo di 639 euro. L'importo varia, in particolare, in caso di recidività nell'omissione dei controlli periodici. Oltre alla sanzione pecuniaria si applica immediatamente una sospensione della circolazione del mezzo fino alla nuova revisione,