Il risarcimento diretto

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Risarcimento diretto

Il risarcimento diretto è una modalità di rimborso per la quale dopo un sinistro, di cui non si ha responsabilità o si è colpevoli solo in parte, è la propria compagnia di assicurazione auto a risarcire il danno, rivalendosi in seguito su quella dell’altro guidatore.

Il risarcimento diretto, istituito dall’Ivass nel 2007, dovrebbe essere obbligatorio per tutti i casi in cui non sia necessario rivolgersi a un tribunale per l’archiviazione del sinistro e il pagamento dell’indennizzo. Si ha comunque facoltà di ricorrere in giudizio, qualora non si trovasse un accordo col proprio assicuratore.

Come funziona

Per ottenere il risarcimento diretto è sufficiente:

  • inoltrare la richiesta di risarcimento direttamente alla propria compagnia di assicurazione, secondo le modalità previste dalle condizioni contrattuali della polizza (a mano oppure a mezzo raccomandata, telegramma, fax o mail);
  • attendere l’offerta di risarcimento da parte della propria compagnia;

Quando si applica

Per l’applicazione del risarcimento diretto si devono verificare le seguenti condizioni:

  • nel sinistro devono essere coinvolti solo due veicoli. Entrambi devono essere identificati, immatricolati e assicurati in Italia;nel caso di sinistro con ciclomotore, questo dev’essere targato secondo il nuovo regime, in vigore dal 14 luglio 2006. Se l’incidente si verifica con un ciclomotore immatricolato prima di tale data, questo deve aver aderito spontaneamente al nuovo regime per la targa;
  • qualora si riportino danni fisici del conducente, non devono consistere in una lesione permanente con danni superiori al 9%.
  • in caso di danni fisici ai passeggeri di uno dei due veicoli, invece, è contemplata la possibilità che siano lesioni gravi (danni superiori al 9%).

Tempi di risarcimento

Dal momento in cui alla compagnia assicurativa perviene la domanda di risarcimento, questa è tenuta a formulare la sua offerta entro:

  • 60 giorni per i danni alle cose o al veicolo;
  • 90 giorni per i danni alla persona.

I tempi si possono ridurre ulteriormente se, insieme alla richiesta di risarcimento, il guidatore consegna anche il modulo di constatazione amichevole. In questo caso la compagnia è tenuta a dimezzare la scadenza per la presentazione di un’offerta (massimo 30 giorni).

Se poi l’offerta viene accolta dal guidatore, l’assicurazione deve corrispondere la cifra pattuita entro 15 giorni. 

Perché conviene

Ricorrere al risarcimento diretto conviene perché consente di abbreviare i tempi, altrimenti necessari per l’ottenimento del rimborso, senza però sottostare a limitazioni – ad esempio sulla scelta delle officine, come nel caso della clausola sul risarcimento in forma specifica. 

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