Come si comportano le targhe automobilistiche estere con l'assicurazione auto in Italia? In questo articolo ti spieghiamo tutto ciò che devi sapere per circolare in tutta tranquillità sulle strade italiane con una targa straniera, con un occhio di riguardo verso il tipo di assicurazione che dovrai stipulare per continuare a circolare liberamente.

Targhe automobilistiche estere: l'immatricolazione

Per sventare ogni tipo di evasione dal pagamento annuale del bollo auto, lo Stato italiano prevede che le auto con targhe automobilistiche estere possano sì circolare in Italia, ma solo entro certi tempi limite oltre i quali è necessario ri-immatricolare l'automobile in Italia.

Il tempo previsto per immatricolare la propria auto è di 12 mesi: entro un anno, infatti, è necessario iscrivere la propria vettura al P.R.A., ovvero il Pubblico Registro Automobilistico, pena il pagamento di una sanzione che può arrivare fino a 335 euro. Questa norma è prevista dall'articolo 132 del Codice della Strada.

Un'altra grande grana è quella dell'assicurazione auto. In questo senso è necessario conoscere con quali metodi è possibile circolare in Italia con una targa estera. Trattiamo l'argomento direttamente nel paragrafo che segue.

DA LEGGERE: Norme Contro le Targhe Estere: la situazione nel 2017

Targhe automobilistiche estere: come funziona l'assicurazione

Per circolare in Italia, si sa, è obbligatorio per legge disporre di un'assicurazione RC auto che possa subentrare in caso di sinistri, salvaguardando le parti in causa. Lo stesso discorso vale anche per gli automobilisti che hanno stipulato un'assicurazione all'estero e dunque possiedono un'auto con targa estera, i quali devono necessariamente adeguarsi alla legislazione italiana attraverso lo strumento della Carta Verde, una vera e propria assicurazione internazionale rilasciata dalle compagnie dei singoli Stati che ha validità di un anno e permette di circolare liberamente all'estero.

Quest'ultimo mezzo non è sempre necessario: per quanto riguarda gli Stati Europei, infatti, la polizza assicurativa di ogni Stato prevede infatti la copertura di eventuali sinistri anche all'estero (negli Stati membri dell'Unione, ma non solo) e più precisamente in Francia, Germania, UK (da vedere, vista la Brexit), Irlanda, Grecia, Spagna, Svizzera, Austria, Andorra, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Croazia, Cipro, Estonia, Finlandia, Svezia, Norvegia, Malta, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovenia, Romania, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca.

È invece necessario possedere la Carta Verde se la nostra meta comprende Paesi quali Albania, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Israele, Iran, Marocco, Moldavia, Macedonia, Russia, Turchia, Tunisia, Ucraina e Montenegro. La Carta Verde viene rilasciata solitamente dalla stessa compagnia assicurativa, tuttavia in Italia è necessario passare anche dall'Ufficio Nazionale di Assicurazione che ne è strettamente responsabile.

Qualora dunque si verificasse un incidente all'estero mentre si è provvisti di Carta Verde, il tutto sarà assicurato secondo quanto stipulato con la propria assicurazione RC auto nel proprio Paese d'origine. In questo senso l'assicurazione coprirà gli eventuali danni provocati o subiti da terzi, purché non ci si ritrovi in torto. In quei casi, infatti, è necessario disporre di una copertura assicurativa aggiuntiva (kasko e/o tutela del conducente).