Ultimamente sono sempre più frequenti le polemiche nei confronti delle norme contro le targhe estere, spesso guidate dagli stessi cittadini italiani per non incorrere nel pagamento di tasse e, talvolta, della stessa assicurazione auto. Vediamo, dunque, come si sta sviluppando il sistema nei confronti di queste eventualità.

Norme contro le targhe estere: la situazione attuale

Le norme contro le targhe estere hanno assunto negli ultimi anni diverse sfumature ed altrettante domande. Da una parte, infatti, c'è da considerare il fenomeno delle violazioni del codice della strada sul territorio italiano da parte di cittadini UE con veicoli esteri, i quali si permettono di utilizzare le strade del nostro Paese come parco giochi personale senza per questo incorrere in multe o sanzioni in generale. Da questo punto di vista, esistono diverse falle nel sistema, che in buona parte stanno trovando l'appoggio di Bruxelles per giungere a una rapida soluzione.

Grazie alle nuove norme gestite in collaborazione con il Punto di Contatto Nazionale, ora buona parte delle violazioni commesse in Italia da parte di un cittadino UE con targa estera vengono prontamente inviate alle autorità del Paese di competenza, ma una falla importante rimane ancora: questa è rappresentata dai cavilli burocratici nel caso il cittadino straniero si rifiuti di pagare la sanzione per eventuali infrazioni anche dopo aver ricevuto il verbale dalle autorità del suo Paese, rischiando il più delle volte di rimanere del tutto impunito.

Passando ad un altro fenomeno, anch'esso in crescita, si assiste al moltiplicarsi di veicoli con targa estera in Italia, ma utilizzati in pianta stabile direttamente da cittadini italiani. Perché questa tendenza? Semplicemente perché l'immatricolazione di un'auto con targa appartenente in particolar modo ai Paesi dell'Est Europa permette di non pagare le salate tasse italiane e, in alcune situazioni, lo stesso pagamento del premio assicurativo annuale.

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Targhe estere: la soluzione contro i "furbetti"

Nello scorso mese di settembre 2016 è entrata ufficialmente in discussione alla Camera un'aggiunta all'attuale articolo 132 del Codice della Strada, il 132 bis, che andrebbe a limitare le possibilità di circolazione di un veicolo con targa estera ai soli cittadini stranieri o effettivamente residenti all'estero, con relativa documentazione per provare quanto appena descritto.

Attualmente, infatti, le norme contro le targhe estere per quanto riguarda il nostro Paese prevedono che un veicolo di proprietà di un cittadino italiano, ma immatricolato all'estero, abbia diritto a circolare liberamente per la durata massima di un anno per poi procedere a una nuova immatricolazione nei confini nazionali.

Anche in questo caso, purtroppo, si stanno moltiplicando le falle con cui è possibile eludere tale normativa. In particolare, sono già diversi i casi di società dormienti aperte in maniera non del tutto regolare in Europa dell'Est al solo scopo di poter mantenere di diritto la possibilità di circolazione in Italia con targa straniera e andando così ad eludere nuovamente tasse come il bollo auto, assicurazioni molto più vantaggiose ed eventuali multe non pagate.

Non resta che attendere novità concrete sui piani per limitare in maniera netta questo crescente fenomeno.