Ne abbiamo scritto nelle scorse settimane, una delle novità introdotte dalla dematerializzazione normativa che ha interessato anche l'ambito assicurazione auto, è stata l'eliminazione del tagliando cartaceo dell'Rca dal parabrezza dei veicoli italiani.
A due settimane da questa epocale "rivoluzione" cosa possiamo evidenziare riguardo alla situazione italiana confrontata con quella europea?

Italia: alcuni dati sull'assicurazione auto

Dopo 45 anni è caduto l'obbligo per i 45 milioni di veicoli che circolano sulle nostre strade di esporre il tagliando assicurativo: la prospettiva che si è aperta è quella di controlli di Polizia "elettronici" con sistemi di Autovelox, Tutor, Telepass, ZTL, o Scout nav, e di possibilità per gli automobilisti di consultare la app Ipatente, messa a disposizione dalla Motorizzazione civile, per verificare se un'autovettura è regolarmente assicurata.

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Nonostante questo, sappiamo per certo che nel nostro Paese quasi il 9% dei veicoli non è assicurato: gli automobilisti incorrono in sanzioni amministrative che vanno da 841euro a 3.287, oltre a mettere a mettere a repentaglio la vita delle persone.
In queste situazioni
interviene il Fondo di garanzia vittime della strada, di cui abbiamo già parlato, che precisiamo è alimentato da un contributo pari al 2,5% del premio Rca: è evidente che, meno persone pagano le assicurazioni, meno soldi ha il Fondo per risarcire le vittime di sinistri.

Assicurazione auto: com'è la situazione europea?

Facciamo adesso un paragone con alcuni stati europei:

  • in Gran Bretagna guidare senza assicurazione auto è reato penale, le banche dati informatizzate hanno permesso di abbattere la soglia dei veicoli non assicurati fino al 3%;

  • in Germania il numero delle vetture non assicurate è dello 0,04% su un totale di 53,7 milioni di veicoli;

  • in Spagna si segnale lo 0,35% di senza polizza su 33 milioni di parco macchine;

    Non precipitiamo, in Italia ci vorrà ancora un po' di tempo prima che le banche dati e i sistemi elettronici diano gli esiti sperati, nel frattempo bisogna prendere spunto dai paesi esteri dove in dieci anni di uso di banche dati si sono abbattuti del 50% i numeri dei trasgressori.

Anche nell'Est Europa ci sono dei modelli da emulare: in Polonia il Fondo di garanzia ha un database in cui possono essere controllate le scadenze delle assicurazioni, così da verificare chi non proroga la polizza; in Estonia, invece, viene assegnata automaticamente un'assicurazione con premio elevato per chi non assicura i veicoli, così da scongiurare illeciti e incentivare a sottoscrivere polizze auto per la propria sicurezza, quella altrui e la legalità.