Scegliere la propria polizza Rca è diventata, per i cittadini italiani e non solo, un'impresa piena di ostacoli e difficoltà. Ovviamente la prima perplessità è dettata dai prezzi sempre più alti. Il decadimento del tacito rinnovo aiuta i cittadini e concede loro maggior libertà nelle proprie scelte, la concorrenza del settore incoraggia a informarsi su come richiedere preventivi assicurazioni auto, confrontare i prezzi e vagliare al meglio ogni alternativa, le compagnie online forniscono servizi spesso più economici e vanno incontro alle pressanti esigenze di risparmio. Ma i prezzi restano altissimi. Oltretutto, i guidatori sono costretti a fare i conti con informazioni e messaggi spesso fuorvianti, aprendo il dibattito sulla questione trasparenza nelle assicurazioni.

La possibilità di mettere le polizze Quixa a confronto con quelle di Linear, Genialloyd, ecc., dà un notevole sostegno ai consumatori, che sono sempre più vessati da rincari e difficoltà interpretative. Gli utenti, in effetti, sono costretti a nuotare nel torbido, le compagnie assicurative non offrono informazioni complete né sufficientemente chiare, diffondono pubblicità ingannevoli e propongono contratti non sempre sufficientemente chiari.

Ad aprire (o meglio riaprire) il dibattito sulla trasparenza nelle assicurazioni è Eiopa, Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni, che si è soffermata sulla comunicazione a scopo pubblicitario delle diverse compagnie e sulle modalità di stesura dei contratti, rilevando un diffuso fenomeno di cattiva informazione e scarsa chiarezza, che pongono i contraenti in una condizione di difficoltà creando notevoli disagi sia in fase di scelta che in quella di stipula della polizza.

Perplessità che l'ente ha espresso nel "Terzo Rapporto sui trend dei consumatori", dove ha posto l'accento sulla mancata trasparenza delle compagnie assicurative, ma non solo. Il rapporto ha anche trattato la questione risarcimenti, ritenuti troppo lenti. Da quando è stata stipulata la convenzione per il risarcimento diretto – che avrebbe dovuto snellire e velocizzare le pratiche – indennizzi e risarcimenti hanno subito rallentamenti e contestazioni maggiori, portando addirittura a un incremento delle pratiche terminate con una causa e un allungamento delle procedure, le quali possono raggiungere i 90 giorni di attesa prima di concludersi con l'erogazione del denaro.