Il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) ha predisposto, nell'ambito del tavolo tecnico costituito per riformare il settore assicurativo a cui prende parte l'Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) e l'AGCM (Autorità garante della concorrenza e del mercato), un pacchetto di interventi finalizzato a rendere effettivi i risultati positivi legati alla dinamica dei prezzi delle coperture assicurative Rc auto, sulla scorta delle misure già avviate dal Governo Monti.

Ecco in sintesi i punti fondamentali, presi in esame dall'equipe presieduta dal sottosegretario al Mise Simona Vicari, per ridisegnare l'intero sistema assicurativo:

  1. Definizione del nuovo criterio per le compensazioni tra imprese attinenti al risarcimento diretto del danno Rc auto;
  2. Diffusione della telematica assicurativa, attraverso l'offerta volontaria delle cosiddette scatole nere;
  3. Tempi e modalità rapidi e certi per la realizzazione dell'archivio integrato antifrode presso l'Ivass e completamento i passaggi necessari all'avvio del processo di dematerializzazione dei contrassegni assicurativi e dell'attestato di rischio;
  4. Potenziamento del risarcimento in forma specifica anche fuori dal sistema diretto;
  5. Il "contratto base" verrà redatto in forma definitiva e potrà essere fornito anche attraverso il web, consentendo così anche l'utilizzo più efficace del servizio "TuoPreventivatore";
  6. Possibili interventi e modifiche dell'attuale sistema "bonus malus".
Queste dovrebbero essere in breve le principali novità introdotte dalla riforma per cercare di rilanciare il settore assicurativo italiano, in particolare quello Rc auto, che come è noto si colloca decisamente male rispetto agli altri paesi europei. Le ultime statistiche infatti (Adusbef e Federconsumatori) confermano che negli ultimi vent'anni, le tariffe delle polizze obbligatorie hanno raggiunto aumenti del 245% per le auto e fino al 480% per le due ruote, finendo per sottrarre sullo stipendio di un automobilista medio circa il 6,5% l'anno, un problema che dipende anche dai tanti veicoli in giro non assicurati, attualmente circa 4,5 milioni.