I costi e l'aumento dell'Rc Auto, costituiscono sempre un tema di forte attualità per milioni di automobilisti italiani. Nelle ultime settimane, si sono accesi vivaci dibattiti in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate dall'Ania.

Secondo l'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, negli ultimi mesi il prezzo medio dell'assicurazione sarebbe calato del 4,5%, ossia sceso da 445 a 425 euro prima delle tasse e da 560 a 535 dopo le tasse. In sostanza, gli italiani avrebbero risparmiato circa un miliardo in un anno, per un totale di 25 euro per ogni veicolo. Questa indagine scaturisce dal confronto tra le tariffe applicate a settembre 2012 e quelle relative a marzo 2013.

L'analisi condotta dall'Ania ha acceso vivaci discussioni, soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori. L'ultimo, in ordine temporale, è il commento di Alessandro Mostaccio, segretario generale di Movimento Consumatori il quale ha affermato: "Ci stupisce che un'associazione come Ania sostenga la diminuzione dei premi RC Auto senza pubblicare l'indagine che attesti questa riduzione dei premi. […] Purtroppo numerose segnalazioni dei consumatori che si rivolgono alla nostra associazione vanno nella direzione opposta. I cittadini lamentano continui aumenti anche in assenza di sinistri e sostengono di pagare premi esorbitanti per l'RC Auto".

Intanto, arrivano buone notizie per i cittadini e i possessori di automobili delle regioni a statuto speciale e delle province autonome.

In seguito al ricorso effettuato dalla Regione Sicilia, la Corte Costituzionale con sentenza 97/13 del 20 maggio, ha bocciato l'estensione ai territori con autonomie speciali dei rincari Rc Auto stabiliti due anni fa dal decreto legislativo sul federalismo fiscale (Dlgs 68/11, articolo 17). La consulta ha inoltre confermato con la medesima sentenza, anche l'abrogazione dell'addizionale all'accisa, che ha già avuto effetto dal 1° aprile 2012.