Possedere un'automobile in Italia può ormai considerarsi un lusso: lo afferma Federconsumatori, che in un comunicato denuncia gli aumenti incontrollati delle tariffe dell'assicurazione Rc auto (l'incremento medio è del +5,8%, con punte del +19% al sud) e alcune pratiche scorrette ormai divenute la normalità per molte compagnie assicuratrici.

Partiamo dai dati: secondo l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, a pagare le tariffe più care, come sempre, sono i neopatentati: mediamente la spesa varia dai 2.030 ai 4.260 euro (soprattutto nel Sud si raggiungono cifre elevatissime). Crescono in misura minore, invece, le tariffe per i 50enni in prima classe, mediamente del +4,6%.

Le tariffe dell'assicurazione si aggiungono ad altri costi legati all'automobile, anch'essi in crescita: carburante, Rc, autostrade e manutenzione fanno lievitare la spesa complessiva delle famiglie di +481 euro nel caso di un'auto a benzina e di +538 euro per un'auto a gasolio. Al punto che, afferma l'associazione, le famiglie a volte arrivano a rinunciare del tutto alla vettura.

Ma non è finita qui: gli italiani devono affrontare anche le pratiche scorrette praticate da molte compagnie assicurative: oltre al tacito rinnovo senza previa comunicazione, si sta diffondendo la disdetta strumentale. Un atteggiamento al limite della legalità: agenzie che disdicono la polizza stipulata dall'automobilista per poi riproporre un nuovo contratto con prezzi elevatissimi (nel migliore dei casi con un aggravio del 50%).

Per Federconsumatori è ora di porre fine agli aumenti, "attraverso un intervento determinato del Governo teso ad incrementare la trasparenza e la competitività in questo settore (che, purtroppo, è ancora troppo carente sotto questi aspetti), nonché mediante una riduzione dei costi indiretti dei sinistri attraverso il funzionamento della banca dati antifrode".