Sono un milione le auto con installata la scatola nera, ma quella valanga di dati raccolti e in mano alle compagnie assicurative, è un brutto colpo alla privacy degli automobilisti. L'installazione è volontaria e in cambio si riceve uno sconto sui premi Rc auto che può arrivare al 20-30 per cento.

"Sono troppi e gestiti con troppa disinvoltura". Il Garante della Privacy ha così perfezionato la bozza di regolamento elaborata dall'Isvap, l'Istituto di vigilanza delle assicurazioni private, aggiungendo nuove garanzie per proteggere gli utenti che volontariamente accettano di installarle a bordo per avere sconti sulle tariffe.

La scatola nera registra quali strade abbiamo percorso, a che ora e in quale giorno, quanti chilometri abbiamo percorso, quante volte abbiamo frenato o superato il limite. Registra qualunque cosa accada al veicolo, da quando ci mettiamo al volante a quando scendiamo. Tutte queste informazioni che attraverso l'antenna Gps vengono inviate in tempo reale alle assicurazioni per essere elaborate e finire nei report online ad uso dell'automobilista.

Se prima internet era considerata una giungla, oggi il mondo delle assicurazioni è considerato il far west e, proprio per questo motivo, il presidente del Garante della Privacy, Antonello Soro, ha voluto mettere dei limiti al progetto "Check box" dell'Isvap, previsto nel decreto sulle liberalizzazioni del gennaio scorso.

"Le imprese potranno trattare dati personali di soggetti identificati solo in caso di sinistro o in occasione delle scadenze contrattuali", si legge nell'articolo 8 della bozza di regolamento. Solo a queste condizioni sarà possibile per la compagnia e per l'utente, attraverso applicazioni sul web, accedere alle informazioni raccolte sui viaggi in auto e la scatola nera deve essere segnalata con apposito adesivo da applicare alla propria autovettura.