E' di questi ultimi giorni la notizia che, alcuni senatori, avrebbero proposto l'introduzione della tariffa unica nazionale per quanto riguarda la Rca, indipendentemente dalla provincia di residenza.

Come sappiamo, le tariffe assicurative per l'assicurazione auto obbligatoria da circolazione stradale, variano (e parecchio) in base alla provincia di residenza. In generale, a parità di condizioni, un automobilista residente al centro-sud, paga un premio assicurativo decisamente più elevato rispetto ad un connazionale che abita nel Nord Italia.

Le statistiche relative ai sinistri, evidenziano infatti che la sinistrosità nelle zone centro/meridionali dell'Italia è decisamente più elevata rispetto al resto della Penisola. Ovvero, al centro Sud, ci sono più sinistri, più truffe, più problematiche. Ergo, per gli automobilisti corretti e virtuosi, è estremamente penalizzante risiedere da Roma in giù.

Da una parte le statistiche e le variabili assicurative, dall'altra la demagogia e la solita sperequazione nord/sud. Anche dal punto di vista delle polizze auto, l'Italia è divisa in due : alla faccia del centocinquantesimo anniversario dell'Unità Nazionale festeggiato lo scorso anno.

Ci avviamo dunque verso una tariffa unica e unisex? Dal mese di dicembre è già venuta meno la distinzione tariffaria tra uomini e donne (con evidente penalizzazione per il gentil sesso). Possibile assistere ad un'altra svolta così drastica?

Probabilmente l'introduzione della tariffa unica nazionale, non sarà approvata e quindi non ci saranno variazioni in tal senso. E' innegabile però che andrebbero attuate modifiche ai calcoli tariffari; modifiche atte a premiare gli automobilisti virtuosi e a penalizzare maggiormente coloro che invece si rendono protagonisti di truffe, raggiri o di un numero elevato di sinistri. Un'anagrafe dei sinistri, ove raccogliere i dati che riguardano i veicoli e le persone coinvolte in tutti gli incidenti, potrebbe permettere l'incrocio dei dati, al fine di limitare e ridurre le truffe. Ci sono infatti personaggi che vivono di questi espedienti e che, alla fine della fiera, incidono pesantemente sulle tasche di ognuno di noi.

Considerato che è difficile inculcare l'onestà e il rispetto collettivo in certe categorie di persone, almeno cercare di agire per limitarne gli effetti globali potrebbe essere un buon punto di partenza per far sì che il mercato assicurativo italiano possa iniziare un cammino verso una strada di trasparenza, giustizia ed equità sociale.