Dopo il grande successo ottenuto dall'abolizione del tacito rinnovo, gli italiani iniziano ad acclamare a gran voce l'abolizione dell'obbligo di assicurazione auto, una soluzione che permetterebbe al popolo di risparmiare e metterebbe le compagnie assicurative in una forte situazione di reale competizione.

La conseguenza maggiore di tale soluzione, sarebbe la diminuzione dei premi Rca a favore di importi più favorevoli e competitivi con i quali le compagnie cercherebbero di stipulare più contratti possibili. D'altra parte il rischio economico e sociale aumenterebbe a dismisura: il danno causato da un ipotetico incidente, ricadrebbe interamente sul responsabile, che nella maggior parte delle volte, avrebbe la vita rovinata e dedicata a risarcire il danno, invece, la vittima dell'incidente, potrebbe anche non ricevere mai l'indennizzo che gli spetterebbe. La libertà di assicurazione sarebbe veramente un gran passo in avanti per il Bel Paese, soprattutto con la diminuzione delle tariffe, ma il problema per il momento rimane.

La soluzione di rendere l'Rca un'opzione, potrebbe funzionare alla perfezione solo ed esclusivamente trovando un'altra soluzione che mantenga inalterato il diritto all'indennizzo del danneggiato in un ipotetico incidente stradale.

A dicembre del 2010, il presidente Carlo Rienzi della Codacons aveva già proposto di abolire l'obbligatorietà dell'rc auto con un esposto all'ISVAP e affermando quanto segue: "Siamo stufi di assistere passivamente al crescere delle tariffe assicurative, l'unica soluzione è varare una legge che elimini in Italia l'obbligatorietà dell'rc auto. E' inaccettabile che, mentre gli automobilisti hanno l'obbligo di assicurare la propria autovettura, le imprese assicuratrici non abbiano alcun vincolo e possano fissare le tariffe che vogliono, approfittando della condizione di schiavitù in cui versano gli utenti".