Il 2012 si conferma un anno estremamente negativo per il mondo che gravita intorno all'automobile. È quanto emerge anche dalle stime fornite da Econometrica e dal Csp, due centri studi bolognesi, i quali hanno delineato indicazioni relative al settore auto, per l'anno che si sta chiudendo, con dati che ribadiscono il ripercuotersi degli effetti della crisi su un'industria che dovrebbe essere trainante per l'economia italiana.

Infatti, per il 2012, la spesa per acquisto ed esercizio di autoveicoli scenderà a 185,5 miliardi di euro, rispetto ai 191,1 miliardi dell'anno passato, facendo registrare dunque una significativa flessione del 6,7%. A pesare sono anche i costi di mantenimento come Rc auto, bollo e greggio.

Suddividendo in voci la spesa che compone l'ambito automobilistico, si può osservare come le vendite siano crollate del 24%, e una situazione di tal genere ormai da molti mesi a questa parte è una costante e non certo una novità. Fra i tagli si colloca in questa graduatoria, al secondo posto, l'acquisto di pneumatici, con un segno meno del 14%, mentre al terzo posto troviamo le riparazioni e la manutenzione che fanno segnare un 12% in meno, e tutto questo con evidenti ricadute che incidono ovviamente in tema di sicurezza. Seguono con un 9% i parcheggi, e con il 7% i pedaggi autostradali e le assicurazioni, e infine si rileva un 6% in meno per i lubrificanti. E analizzando tali dati, si possono individuare due diversi comportamenti posti in essere dall'automobilista, e cioè una tendenza a ridurre l'utilizzo del proprio automezzo, col proposito di risparmiare, oppure una rinuncia o, si spera, un rinvio a eseguire anche gli indispensabili interventi di manutenzione e riparazione, posticipandoli in attesa di tempi più favorevoli.

Tuttavia, nonostante lo spettro di una più grave recessione aleggi sull'industria automobilistica, per lo Stato attingere dal contribuente automobilista è sempre il sistema più redditizio per far quadrare i conti pubblici. A tale riguardo, è doveroso sottolineare che, in controtendenza, secondo le rilevazioni effettuate dal Csp, si situano le tasse, cresciute quest'anno di quasi il 10%, con un consumo di carburante minore del 10% se confrontato con il 2011.