Tempo di riforme,sì, ma quando? In tempi di crisi tutti i quesiti vengono alla ribalta, e il mondo delle assicurazioni Rca non è esente da un esame di coscienza. Molti assicurati si attengono alla vecchia regola del "bonus-malus", ma è davvero qualcosa che può essere ancora utile? Forse questo sistema risulta ormai obsoleto e sarebbe tempo di cambiarlo, soprattutto il sistema "bonus-malus" che non ha nulla di "bonus" per chi stipula un'assicurazione.

Perché non conviene più questo sistema? Il ragionamento è molto semplice: da troppi anni ormai la diminuzione della classe di merito non si traduce in una diminuzione del premio rca. Cioè non c'è un sostanziale vantaggio per chi stipula l'assicurazione. Le compagnie infatti sono libere di determinare le proprie tariffe sulla base di presunti rapporti sinistri/premi, riversando sugli assicurati continui aumenti che annullano il principio del bonus/malus.

In pratica "bonus" non significa riduzione del premio. Com'è possibile che certi automobilisti, così attenti e precisi durante la guida, pur non commettendo incidenti vedono comunque il loro premio rca lievitare anno dopo anno? Questa infatti l'incredibile contraddizione del sistema assicurativo. E ci sarebbe anche da domandarsi: che senso ha il bonus reso all'assicurato sotto forma di classe di merito migliore se il premio dell'assicurazione continua a crescere?

Questo sistema ha perso la sua formula originaria. I cittadini da tempo richiedono alle istituzioni un nuovo sistema di premiazione per gli assicurati virtuosi che permetta di vedere il premio rca diminuire ogni anno se non si commettono incidenti, ma per il momento poco o nulla è stato fatto. Sarebbe ora, quindi, che il bonus/malus venga abbandonato a favore di un più equo sistema di premiazione e penalizzazione degli assicurati in base al numero dei loro sinistri, che porti rincari a chi li commette (ma quelli ci sono già e anche troppo elevati) e che premi i virtuosi con diminuzioni di premio certe.