Non bastano il caro greggio e assicurazione auto ad assilalre i guidatori dello Stivale. Nel centro elaborazione dati della motorizzazione civile, infatti, non viene registrata la revisione delle automobili effettuata in Sicilia. E' pertanto possibile il sequestro del libretto di circolazione delle vetture che hanno pagato la tassa in Sicilia quando circolano sul territorio nazionale.

Tutto ciò a causa di un contenzioso tra lo Stato e la Regione siciliana in corso da oltre due anni. Motivo dello scontro istituzionale è il diritto all'incasso di questa tassa perché, come spiegano dagli uffici dell'amministrazione "la competenza e le spese di gestione della motorizzazione civile in Sicilia sono a carico della Regione".

Lo Stato, dal canto suo, sostiene che trattandosi di una tassa stabilita con legge nazionale i soldi, nove euro, devono andare al ministero dei Trasporti: di conseguenza non registra nell'apposita banca dati consultabile dalle forze dell'ordine l'avvenuta revisione.

A fare le spese di questa situazione è stato fra gli altri un automobilista agrigentino, il quale ha raccontato: "I vigili urbani mentre ero a Roma per lavoro non hanno potuto riscontrare nel centro elaborazione dati della motorizzazione civile la revisione che avevo effettuato in Sicilia e mi hanno sequestrato carta circolazione e auto che si trova ancora nel garage dell'albergo". All'uomo, inoltre, i vigili hanno contestato la falsificazione in atto pubblico.