I costi auto sono alle stelle: assicurazione Rca, greggio e bollo assillano gli italiani. Una luce, però, sembra illuminare l'orizzione. In un piccolo laboratorio inglese, non lontano da dove George Stephenson ha lanciato nel 1825 la prima ferrovia a vapore, un'altra rivoluzione dei trasporti sta per avere inizio. Ogni giorno qui si produce mezzo litro di benzina purificata. Detta così sembra un'idiozia o un'inutile perdita di tempo.

In effetti, è sufficiente una minima conoscenza tecnica per produrre del combustibile liquido per trazione, raffinando artigianalmente del banale petrolio. Ma la vera scoperta è un'altra, del tutto rivoluzionaria: l'unica materia prima utilizzata da questi geniali ricercatori è l'aria che respiriamo!

La scorsa settimana, una piccola società di Stockton (GB)che si occupa di sintesi dei carburanti (AFS), ha rivelato gli esiti della prima dimostrazione di un'idea che risale al periodo della crisi petrolifera (1970): il carbonio, l'idrogeno e l'ossigeno possono essere combinati con l'anidride carbonica e il vapore acqueo presenti nell'aria, quindi convertiti in metanolo e successivamente in benzina.

Tuttavia, tra i titoli dei giornali inglesi, forse un po' troppo trionfalistici, è stato trascurato il punto chiave: l'efficienza energetica del processo deve ancora essere dimostrata. Ciò è importante perché la tecnica utilizza energia elettrica per le fasi principali. Essa non dovrebbe richiedere più assorbimento di energia di quanta ne è potenzialmente dispensatrice il combustibile prodotto.

Parlando di inquinamento, la grande idea è quella di catturare CO2 atmosferica e trasformarla in carburante, quindi il bilancio delle emissioni di CO2 nell'aria prodotto dalle automobili rimarrebbe perfettamente a pareggio. Questo è possibile in quanto il processo di trasformazione viene alimentato da fonti energetiche rinnovabili, come l'energia solare, eolica o delle maree.

L'impianto comprende 2 unità separate: una di acquisizione CO2 con un reattore a metanolo e un'altra di raffinazione della benzina con un sistema miniaturizzato. Nell'aria viene immessa una nebbia di idrossido di sodio che funge da reagente chimico per la trasformazione da CO2 a carbonato di sodio. Un condensatore raccoglie acqua dall'aria stessa. Per produrre metanolo (CH3OH) l'idrogeno viene generato dalla elettrolisi dell'acqua mentre il carbonio e l'ossigeno provengono dalla elettrolisi del carbonato di sodio. Il metanolo viene quindi convertito in benzina.

A seguito dei test effettuati negli ultimi tre mesi, Pietro Edwards (uno dei più eminenti professori di chimica inorganica presso l'Università di Oxford e la cui squadra sta lavorando con una ditta saudita su idee simili) è rimasto impressionato, soprattutto per il felice epilogo di un'idea vecchia ben 35 anni e mai realizzata.