Scenario nero per il mercato dell'auto. Questo è quanto è emerso dal convegno organizzato dall'Uiga (Unione dei giornalisti dell'automotive) sul tema "Il mercato dell'auto al giro di boa del 2012", per avere un confronto concreto tra le proposte per risollevare il settore, che negli ultimi 5 anni ha visto diminuire drasticamente le immatricolazioni italiane del 43%.

Fino a qualche decennio fa la produzione nazionale era al nono posto in graduatoria, ora è scivolata al 20esimo. Per questo serve una riscossa del comparto. A dirlo sono stati tutti i principali rappresentanti del settore. Al convegno erano presenti Marina Terpolilli, presidente Uiga, Romano Valente, Direttore Generale Unrae, Gianmarco Giorda, Direttore Generale Anfia, Gianfranco Soranna, Direttore Federauto, Angelo Sticchi Damiani, Presidente Aci e il Presidente della Consulta generale per l'autotrasporto e la logistica, Bartolomeo Giachino. Tutti insieme hanno provato a trovare una soluzione per uscire dal peggior periodo di stagnazione per il mercato delle vendite delle quattro ruote.

I numeri parlano da soli: nei primi quattro mesi del 2012 le vetture prodotte sono state 158.106, a fronte delle 193.386 dello stesso periodo del 2011. Il calo di produzione e di vendite di auto si riflette negativamente anche sulla rete distributiva: i concessionari, che nel 2002 erano 4.330, ora non dovrebbero essere più di 3.300/3.200. Questo comporta anche la perdita di molti posti di lavoro.

Meno lavoro significa meno vendite e questo è stato confermato anche dalle parole di Gianfranco Soranna, direttore di Federauto, che ha detto: "I privati rappresentavano oltre il 70% del mercato: ora la percentuale, con la crisi dei consumi, è scesa sotto i 60 punti. In pratica, il mercato dell'auto è tornato indietro di 20-25 anni; e se nell'ultima decade le immatricolazioni si sono attestate attorno ai 2 milioni di unità, alla fine del 2012 si prevede non supereranno quota 1,4 milioni, un calo senza precedenti".

Un cambiamento appare più che mai necessario ed ad invocarlo sono stati tutti i partecipanti del convegno. Si chiede in particolare al Governo un sostegno per il comparto, che non riesce a riprendersi a causa della fiscalità e delle spese auto diventate insostenibili per moltissimi automobilisti. Riduzione del costo dell'assicurazione auto, riduzione dei costi dell'energia, abbassamento del prezzo dei carburanti e l'abolizione del superbollo potrebbero essere d'aiuto al settore, dando una riscossa alle vendite. Per gli addetti ai lavori, infatti, solo un aiuto ai consumi privati può essere la chiave di rilancio del mercato auto.