I numeri dei primi sei mesi del mercato dell'auto in Italia sono a dir poco preoccupanti: 814.179 vetture registrate da gennaio a giugno di quest'anno (-19,73 rispetto allo stesso periodo del 2011). Dati che parlano di una cifra leggermente inferiore a 1.400.000 unità. Record negativo degli ultimi 30 anni. Ma andiamo a vedere cosa ne pensano le case italiane e straniere.

A tal proposito l'ad della Fiat, Sergio Marchionne ha dichiarato: "Lanciare la nuova Punto in una situazione di mercato come quella attuale, che non andrà oltre un milione e 400 mila vendite, sarebbe un disastroso fallimento". I nuovi modelli del Lingotto, comunque, non se la sono cavata male sul mercato se si pensa che Fiat Panda e Lancia Ypsilon fanno registrare numeri positivi.

Il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi denuncia: "Il primo semestre del 2012 si inabissa come il Titanic, solo che in nostro iceberg si chiama recessione. Ci preoccupa il futuro prossimo e a chi dice che gli incentivi non servono rispondo che il Brasile grazie alla loro introduzione cresce del 70% e che la Cina li ha varati".

Anche l'Unrae, l'associazione delle case estere, critica la politica del Governo italiano per quanto riguarda il mercato auto: "Ad un anno dall'entrata in vigore delle due manovre che hanno interessato l'auto per un totale di 8,7 miliardi di gettito teorico - afferma il direttore Romano Valente - lo Stato ha perso 1,25 miliardi di introito Iva che diventeranno 2,3 alla fine dell'anno, 65 milioni di gettito dalla Ipt con previsione di arrivare a 100 e con il superbollo che frutterà solo 68 dei 168 milioni previsti".