La tariffa unica per gli assicurati nelle migliori classi di merito prevista dal Decreto Liberalizzazioni? Uno specchietto per le allodole. Incredibile la recente retromarcia del Ministero dello Sviluppo Economico sulla norma, con il risultato che i guidatori del Sud continueranno a pagare cifre assai più salate rispetto a quelli del Nord. Nel Mezzogiorno le tariffe Rc auto continueranno ad essere quasi il triplo che al Nord anche per i migliori automobilisti. Come dimostra un'analisi condotta da SuperMoney, oggi a Napoli un guidatore virtuoso paga oltre il triplo rispetto a un automobilista milanese o padovano con lo stesso profilo, a Bari oltre il doppio.

Amara sorpresa, quindi, per gli automobilisti meriodionali: il Governo ha smontato la norma sulle liberalizzazioni che introduceva la tariffa Rc auto unica per i guidatori virtuosi di tutta Italia e che avrebbe dovuto eliminare le enormi disparità di prezzo esistenti tra le polizze assicurative al Nord e al Sud. Differenze che vanno a colpire direttamente le tasche dei consumatori, come dimostra uno studio condotto da SuperMoney sui prezzi medi dell'assicurazione auto applicati in dieci delle maggiori città italiane, da Nord a Sud. Il profilo considerato è quello di un guidatore virtuoso, in prima classe di merito: proprio quello che avrebbe dovuto beneficare dell'introduzione della tariffa unica. La media è data dai prezzi delle prime tre più convenienti compagnie assicurative, emerse da un confronto tra 25 società.

Situazione dei prezzi medi delle polizze Rc auto in 10 delle maggiori città italiane

A questo proposito, Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney, ha dichiarato: "Adeguare i costi delle polizze auto ai fattori di rischio è un principio assolutamente corretto. Le attuali differenze di prezzo tra Nord e Sud sono sicuramente giustificate dalle basi tecniche utilizzate dalle compagnie per determinare la rischiosità delle aree. Ma il tema non è tecnico, è sociale: è giusto discriminare sulla base del comune di residenza? La Corte di Giustizia Europea ha già chiarito che le compagnie assicurative non possono discriminare tra uomo e donna, perché allora dovrebbero poter discriminare tra un milanese e un napoletano? Questa è una riflessione che spetta prima alla politica, poi alle compagnie: e purtroppo - ancora una volta - la politica ha fatto un incredibile passo indietro. Tuttavia, anche le compagnie potrebbero proseguire nello sforzo di personalizzare le tariffe RCA senza utilizzare parametri che hanno il gusto dello schiaffo sociale".