La notizia, purtroppo, non è nuova. Gli immigrati nel nostro Paese spesso subiscono un atteggiamento di tipo discriminatorio e pagano un premio di assicurazione auto più caro. Ora però la voce è diventata ufficiale e a denunciare il fatto è direttamente l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) della Presidenza del Consiglio. L'Unar, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni riguardo questa pratica scorretta delle compagnie assicurative dal suo Contact Center, ha deciso di aprire un tavolo tecnico di discussione con Ania e Isvap, per cercare di comprendere meglio questo fenomeno. L'Unar, in particolare, nella Raccomandazione numero 16 del 31 gennaio, ha segnalato la "problematica delle assicurazioni auto" come un comportamento lesivo del principio di uguaglianza dei cittadini.

Il problema è stato sollevato anche nei mesi precedenti ed è segnalato da altre associazioni. Dall'analisi conclusiva condotta dall'Isvap, infatti "è emerso che il 25% del campione applica premi assicurativi maggiorati in relazione alla nazionalità". Per quanto attiene al fattore residenza, "alcune compagnie che applicano maggiorazioni sulla nazionalità non tengono conto della residenza, mentre altre penalizzano i cittadini stranieri oltre che sulla base del fattore nazionalità anche sul fattore residenza".

In risposta a questi dati l'Ania ha tenuto a precisare che le compagnie che hanno adottato "il parametro del rischio legato alla nazionalità" ai fini delle rispettive tariffazioni, si sono avvalse di dati interni aziendali, poiché "non esiste un'analisi associativa" in merito. E ha aggiunto che "differenziazione tariffaria in base alla nazionalità non ha mai avuto un obiettivo discriminatorio". Molte compagnie hanno giustificato i prezzi dell'assicurazione auto diversi tra immigrati e cittadini italiani o europei, al fatto che negli altri Stati si sarebbero una segnaletica stradale, abitudini di guida e densità di traffico e viabilità diverse rispetto al nostro Paese. Altre, invece, hanno dichiarato che ai fini della formazione della tariffa vengono presi in considerazione una serie di fattori tra i quali la cittadinanza, ma non la nazionalità.

Queste giustificazioni non sembrerebbero sufficienti, per questo l'Unar ha garantito che manterrà "ferma l'attenzione sulle situazioni segnalate, evitando un comportamento discriminatorio" e ha invitato i cittadini a segnalare i comportamenti ingiusti non solo al sito Unar, ma anche alle Prefetture, alla Conferenza dei presidenti delle regioni, all'Unione delle province Italiane (Upi) e all''Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci)".

Inoltre l'Unar si augura che si possa mettere fine a questo fenomeno e che tutte le compagnie assicuratrici per i contratti di assicurazione auto applichino, a parità di condizioni, gli stessi criteri di tariffazione utilizzati per i cittadini italiani e per gli extracomunitari. Questo fenomeno discriminatorio, frutto di una cattiva informazione a svantaggio dei cittadini stranieri, appare assai grave non solo per l'ingiustizia nell'assegnazione dei premi assicurativi, ma anche perché lede il principio di parità, "che è uno dei diritti fondamentali della persona umana".