"Mò Bast!", il movimento contro il caro assicurazione auto e le discriminazioni delle compagnie assicurative nel Sud Italia ha presentato ieri mattina le 73 mila firme raccolte nei mesi scorsi alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo a Bruxelles. La campagna di "Mò Bast!", durata sei mesi e promossa da Federconsumatori Campania, si è allargata a tutto il Meridione e ha visto aderire un gran numero di automobilisti, stanchi degli aumenti ingiusti dei premi dell'assicurazione auto, che spesso risultano molto più cari che nel Nord Italia.

Alla delegazione di cittadini meridionali che sono arrivati a Bruxelles hanno preso parte anche molti esponenti delle associazioni per i consumatori e di quelle per la tutela dell'ambiente, tra questi Francesco Servino dei Verdi campani e Pietro Avino del comitato 'Mo Bast!'', che hanno commentato la mancata presa di posizione sull'argomento della Commissione: "La Commissione ci ha ascoltati - hanno detto - ma non ha ritenuto di esprimersi in modo chiaro, rinviando ogni decisione ad una prossima seduta, anche se a noi è sembrato chiaro che non vogliano accogliere la nostra richiesta di intervento, visto che ci hanno addirittura invitati ad assicurarci con compagnie straniere. Prova evidente che non hanno chiaro il quadro del cartello che si è creato al sud ed in particolare a Napoli e provincia".

Federconsumatori e i Verdi, che hanno sostenuto l'iniziativa, non sembrano volersi dare per vinti e, anzi, hanno immediatamente lanciato nuove iniziative per continuare la battaglia iniziata contro gli atteggiamenti ingiusti nel settore dell'assicurazione auto nel Meridione. Il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli ha infatti annunciato che "la prossima mossa deve essere di rivolgerci alla Corte di Giustizia Europea. Sul caro assicurazioni non bisogna indietreggiare di un millimetro".

Ma a rassicurare i sostenitori dell'iniziativa sono arrivate anche le parole del presidente della Commissione Europea per le Petizioni, Erminia Mazzoni, che ha ammesso come i "dati presentati dai firmatari sono inoppugnabili", aggiungendo inoltre "c'è un principio di competenza nazionale italiana, ma a monte c'è una legislazione comunitaria non recepita correttamente, o pienamente, o comunque non correttamente applicata in Italia. In tutti e tre i casi deve intervenire l'Unione Europea. In quale fattispecie di caso dobbiamo capirlo noi. E' auspicabile, comunque, chiedere chiarimenti a Isvap e Antitrust sul perché in Italia assicurarsi funzioni così".

Si spera che la Commissione prenda posizione nella prossima seduta per cercare di mettere fine ai rincari dell'assicurazione auto nel nostro Paese e agli atteggiamenti ingiusti delle compagnie assicurative nei confronti degli automobilisti meridionali che, come spiega Angelo Genovese, uno dei delegati della petizione a Bruxelles, "oramai è divenuta peggio di una vessazione che spinge tanti a non pagarla o ad aggirarla perché economicamente e socialmente insostenibile".