Dopo l'audizione in Senato in cui l'ISVAP ha diffuso i dati allarmanti relativi ai rincari dell'assicurazione auto degli ultimi anni, le associazioni dei consumatori, che avevano già in passato portato in luce la gravità della situazione, hanno cominciato ad alzare la voce, chiedendo una riforma complessiva del sistema della Rc auto.

In particolare Adiconsum, l'Associazione di tutela dei consumatori, ha proposto un'assemblea comune che coinvolga anche il Governo, per "riscrivere" le norme che regolano l'assicurazione auto nel nostro Paese. Nel comunicato che Adiconsum ha inviato all'Ania (Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici) i toni sono fortemente polemici. "Non è più ammissibile che un sistema pensato anni e anni fa continui a penalizzare i consumatori con aumenti di premi assicurativi che ormai hanno raggiunto le due cifre percentuali", si legge nel documento. L'Adiconsum, quindi, ha chiesto all'Ania di rivedere l'assicurazione auto, anche per risolvere alcune situazioni non più sostenibili, come il comportamento poco trasparente delle compagnie assicurative nei confronti dei clienti (per esempio nel caso di "disdetta unilaterale") e il problema delle frodi che pesano sulle tasche di tutti. Gli ultimi dati Isvap indicano che nel 2010 gli incidenti con risarcimenti con sospetta frode sono stati oltre 69.000, con costi per circa per 298 milioni di euro. Le regioni dove avvengono il maggior numero di frodi sono Campania (9,6% dei sinistri), Puglia (5,9%), Calabria (4,2%) e Sicilia (2,8%).

L'Adiconsum chiede anzitutto un cambiamento delle norme che regolano il sistema di pagamento dei forfait, che ha disincentivato le compagnie a non indagare troppo sulle piccole truffe; si chiede inoltre il ritorno alle azioni legali che invece vengono aggirate nel risarcimento diretto e una maggiore attenzione delle compagnie al sistema di conciliazione paritetica per risolvere le controversie tra compagnie e clienti, in modo da ridurre le spese dei tribunali.

La speranza è che le compagnie assicurative rispondano a queste proposte e che il Governo, parallelamente, approvi anche le misure avanzate già da tempo dall'ISVAP per una riforma dell'assicurazione auto che miri a regolare il danno alla persona soprattutto nel caso di piccole invalidità temporanee, a cambiare il meccanismo del "bonus-malus", a migliorare le procedure per il risarcimento diretto e i provvedimenti per contrastare le frodi alle assicurazioni. Appare infatti profondamente ingiusto che i costi del sistema Rc auto debbano pesare in modo così sostanzioso sugli automobilisti, tanto più che questi si trovano costretti a stipulare per legge i contratti per l'assicurazione auto.

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