In Italia 3,5 milioni di vetture non sono coperte da assicurazione auto. La situazione si aggrava ulteriormente con la crescente diffusione delle compagnie fantasma, ovvero società sconosciute che, in realtà, non hanno alcun titolo per poter stipulare polizze auto. Questi dati sono contenuti nello studio della Fondazione Aci Filippo Caracciolo, intitolato "Il falso documentale negli illeciti stradali", organizzato dall'Aci, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e l'Automobile club di Trento.

"Le infrazioni rilevate dalle polizie locali e dalle altre Forze dell'ordine per mancanza di copertura rc auto sono 100 mila nell'ultimo anno - ha affermato il presidente dell'Aci, Enrico Gelpi - e le frodi, in questo settore, rappresentano il 3% del totale degli imbrogli assicurativi accertati. In Inghilterra sono il quadruplo e in Francia il doppio, non perché lì ci sia più propensione all'illecito, ma perché quei paesi trovano conveniente svolgere una adeguata attività di controllo sui sinistri. In Italia gli indennizzi del Fondo di garanzia per incidenti causati da veicoli senza assicurazione auto sono stati 22 mila nel 2010, in aumento del 10% negli ultimi tre anni".

Per avere sotto controllo la situazione, oltre all'introduzione di un sistema in grado di percepire eventuali irregolarità prima della messa su strada dei veicoli, sarebbe utile una regolamentazione che rendesse obbligatoria la comunicazione della copertura rc auto per il rilascio e l'aggiornamento dei documenti di proprietà e di circolazione dei veicoli. Il controllo preventivo, già introdotto con successo in Austria, Svizzera, Gran Bretagna, Finlandia e in molti altri paesi europei, consentirebbe una maggiore sicurezza sulle strade e risparmi consistenti per gli automobilisti italiani che pagano 16,9 miliardi di euro la polizza rc auto.

In alcune città, dove si registrano il 76% di sinistri, la polizia locale fatica a contenere gli episodi illeciti: il Comando di Milano - il più attivo in Italia su questo fronte - ha accertato 160 assicurazioni false in un anno; seguono Bologna e Napoli con 26 e 20 casi. Purtroppo persistono evidenti carenze strutturali e formative dei Comandi, e ciò impedisce agli operatori di riconoscere i contrassegni rca falsi.

Forse il motivo (non giustificabile) che porta molte persone a non contrarre una polizza rca è da ricondurre alle tariffe sempre più salate. Così, per combattere il caro rc auto, i giovani stipulano assicurazioni auto base, e sempre più utenti si rivolgono al web per effettuare preventivi rca.