Un semaforo rosso bruciato, un parcheggio sulle strisce pedonali, qualche eccesso di velocità: infrazione dopo infrazione, dal 2003 ad oggi gli italiani hanno perso quasi 68 milioni di punti sulle loro patenti, precisamente 67.849.472. Se suddivisa per il totale dei patentati (35.972.976) questa perdita apparentemente enorme si riduce a meno di 2 punti (per l'esattezza 1,887) sottratti ad ogni guidatore nell'arco di quasi otto anni. Nello stesso periodo gli automobilisti hanno commesso 16.354.643 di infrazioni (calcolando solo quelle che prevedono la detrazione): questo significa che, per ogni "sgarro", sono sfumati poco più di 4 punti.

Sono alcuni dei dati rilevati in un'indagine dell'Asaps (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale). Attraverso questo studio è possibile stilare una classifica dei guidatori più spericolati, che senza troppe sorprese risultano essere i giovani e giovanissimi: i neopatentati tra i 18 e i 20 anni si sono visti prelevare in media poco più di 4 punti a testa, mentre nella fascia dei 18-24enni sono stati persi quasi 3 punti per ogni guidatore. La prudenza aumenta con l'età: tra i 25-29 enni sono stati bruciati circa 2,7 punti, mentre i trentenni se la sono cavata con 2,5 punti persi per uno. La categoria in assoluto più virtuosa è quella degli over 70, con poco più di un punto prelevato per ogni conducente.

La ricerca dell'Asaps riesce anche a sfatare il luogo comune della "donna al volante pericolo costante": tra le guidatrici sono stati ritirati soltanto il 24,74% dei punti totali, mentre il restante 75,26% è stato "prelevato" dalle patenti maschili. Gli uomini, si sa, sono più spericolati.

Oltre ai punti persi, ci sono anche i punti guadagnati: il sistema prevede infatti che gli automobilisti che non commettono infrazioni ricevano due punti omaggio ogni due anni; chi invece ne ha perso qualcuno per strada, dopo due anni di guida impeccabile torna a quota 20. In questo modo, dal 2003 ad oggi, sono stati regalati ben 205 milioni di punti patente. Ben pochi sono infine i guidatori che hanno frequentato i corsi per recuperare punti.

Gli automobilisti italiani farebbero bene a tenersi stretti i loro punti patente, perché chi li perde rischia di dover pagare una polizza auto più salata. Lo dimostra uno studio condotto da Supermoney, il portale per il confronto delle assicurazioni auto, da cui emerge che lo stesso profilo di guidatore dovrà sborsare dai 40 ai 200 euro in più all'anno se ha sulla patente meno di cinque punti, rispetto ad un automobilista modello che ne possiede venti o più.

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