Uomini e donne sono uguali: anche quando si tratta di pagare l'assicurazione. L'ha stabilito una sentenza della Corte di Giustizia Europea che abolisce ogni disparità legata al genere nei premi assicurativi, perché giudicata incompatibile con il principio di uguaglianza sancito dal diritto dell'Unione europea.

Questo provvedimento - cui tutti gli stati membri dell'UE dovranno adeguarsi entro il 21 dicembre 2012 -rischia di "ingessare" il mercato assicurativo, con conseguenze negative anche per i consumatori. La differenziazione del prezzo delle polizze in base al genere non vuole infatti essere una discriminazione sessuale, quanto piuttosto un utile criterio per valutare la sinistrosità degli assicurati. Non potendo più sfruttare questo fattore di diversificazione, le compagnie assicurative tenderanno ad uniformare le tariffe verso l'alto, determinando così un forte ostacolo alla concorrenza e una conseguente frenata del mercato assicurativo italiano.

La sentenza della Corte di giustizia potrebbe danneggiare anche i consumatori: prezzi più uniformi significa infatti, in altre parole, prezzi più alti per tutti. E addio al meccanismo per cui i più virtuosi pagano meno.

Per ottenere tariffe adeguate ai diversi profili di rischio, "l'unica soluzione è la "differenziazione dei prezzi", come spiega l'amministratore delegato di Supermoney Andrea Manfredi. Su questo principio si basa Supermoney, il portale che permette di confrontare in modo rapido e gratuito i preventivi di 20 diverse compagnie di assicurazione e scegliere l'opzione più vicina alle proprie esigenze, con un risparmio che arriva anche a 500 euro a polizza.

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