La precisazione al precedente intervento "a caldo" del presidente dell'Ania, Fabio Cerchiai, sull'affermazione di Catricalà in merito alla mancanza di concorrenza nel settore delle assicurazioni auto italiane è arrivata al termine del convegno Ania-Consumatori "Gli scenari del welfare", dove il numero uno dell'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ha dichiarato: «Le polizze Rc auto non sono un ammortizzatore sociale, ma contratti che devono compensare in modo equo un sinistro auto».

Cerchiai, che aveva già commentato l'intervento dell'Antitrust, ha poi continuato ribadendo come sia necessario «porre sotto controllo la sinistrosità, che è un'anomalia» del nostro Paese. L'Italia rappresenta infatti un unicum in negativo nel settore assicurativo europeo: abbiamo il doppio degli incidenti rispetto alla Francia, il 20% dell'incidenza di danni alla persona contro il meno del 10% dell'Unione Europea. Questi i dati forniti dal presidente dell'Ania che ha concluso dichiarando che il sistema «richiede prestazioni anomale e quindi costi anomali. Serve un equilibrio tra costo, prestazione e prezzo».

Un punto su cui tutti, consumatori e Ania, sono d'accordo è che le assicurazioni auto italiane costano troppo. Soluzione? Non pervenuta. Almeno per il momento, visto che ognuno avanza proposte che attendono risposte altrui e viceversa. A proporsi spontaneamente per cambiare l'attuale trend è stato il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (Sna) che condivide le preoccupazioni mosse dall'Antitrust e si rende completamente disponibile a collaborare ad una eventuale indagine Antitrust per la piena applicazione della Legge 40/2007 sull'abolizione degli obblighi di esclusiva nei mandati agenziali, unica reale garanzia di una vera concorrenza nel settore auto e nel mercato assicurativo italiano.

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