Gli italiani hanno speso meno per l'acquisto, la manutenzione e l'utilizzo dell'auto. È la conclusione della ricerca compiuta dall'Aci sui dati relativi all'anno 2009.L'italiano medio ha speso un 2,3% in meno per la propria autovettura: -3,4% nella spesa per l'assicurazione RCA e -10% per i carburanti.

Crescono invece le spese legate ai parcheggi e ai pedaggi autostradali. Gli italiani risparmiano sull'auto scegliendo i self service per il rifornimento di carburante e sfruttano la concorrenza fra le varie compagnie assicurative scegliendo quella più economica.

Un periodo non facile questo per le compagnie assicurative, oltre alle denunce da parte dell'Adoc sulle presunte irregolarità nella sottoscrizione delle polizze e i problemi derivanti dal mercato delle false Rc auto, ora il cliente è diventato più oculato nello scegliere la polizza più conveniente per sé.
Le assicurazioni chiudono in rosso il primo semestre dell'anno, è il caso di Milano Assicurazioni, con un risultato negativo di 195,3 milioni di euro, che pesa ancor di più se confrontato con l'utile di 50,7 milioni registrati nel giugno dell'anno precedente.

In realtà il settore manifesta da tempo segnali di deterioramento: le polizze auto in Italia costano praticamente il doppio di quanto avviene in Germania, Francia e Spagna, in media 407 euro contro i 222, 172 e 229 nell'ordine. Nel periodo 2002-2009 il premio medio per l'Italia è cresciuto del 18% contro il 7,1% della media europea. Un aumento che era prevedibile già da tempo.L'aumento delle polizze auto ha tenuto banco nelle ultime settimane ed è valso anche l'intervento dell'Isvap, l'ente statale che sorveglia le assicurazioni, che ha preso posizioni nette contro le imprese assicurative, colpevoli di aver aumentato notevolmente i costi e di elargire scarsi rimborsi. I costi dei rimborsi delle assicurazioni vengono infatti spalmati su tutti gli assicurati l'anno seguente con un relativo aumento dei premi assicurativi. Ciò avviene con la tacita connivenza delle compagnie assicurative che si limitano solo a premiare, in misura quasi irrisoria, chi non provoca incidenti, anziché farlo anche con chi non ne subisce e non denuncia sinistri. È un cane che si morde la coda.

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