Le frodi nel settore della Rc auto sono aumentante dell'8,6% nel 2009. La crisi economica sembra essere una delle dirette conseguenze di questo fenomeno che si è infiltrato in tutta Italia, da Milano a Napoli passando per la Sardegna e che vede in prima linea un business gestito in gran parte dalla criminalità organizzata italiana.

Il fenomeno, che è sempre esistito, sembra essere esploso. I principali clienti sono gli extracomunitari, i più colpiti dalla crisi (il rapporto col numero di clienti italiani è di 6:1)che si affidano a queste organizzazioni per risparmiare migliaia di euro. A volte bastano un computer, uno scanner e una stampante a colori per replicare tagliandi simili in tutto e per tutto agli originali, ad eccezione del numero sequenziale che di solito si trova sul retro e fa parte delle strategie antifalsificazione. Ma anche in quest'ultimo caso il problema può essere aggirato: numerosi sono stati infatti i furti su commissione dei blocchetti contrassegnati avvenuti all'interno delle compagnie assicurative negli ultimi mesi.

Per risalire ai falsari le forze dell'ordine partono dagli automobilisti, i consumatori finali, che spendono dai 50 ai 250 euro per un finto cartoncino. Per arginare il fenomeno il sindacato degli assicuratori ha formulato alcune proposte, tra le quali vi è la possibilità di compiere una verifica incrociata dei mezzi immatricolati presso il Pubblico registro automobilistico con i mezzi assicurati, censiti nello schedario dell'Ania, l'associazione italiana delle imprese di assicurazione. È un inizio. Nel frattempo è sempre meglio affidarsi a compagnie assicurative serie (attenzione alle tariffe troppo basse!) e note per evitare, risparmiando, di alimentare un business che può avere conseguenze spiacevoli per l'automobilista in caso di sinistro stradale.

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