Le tariffe delle polizze auto sono cambiate grazie alla legge Bersani? A prima vista sembra di no. La legge Bersani - che permette di riconoscere a un ulteriore veicolo che si aggiunga in famiglia la stessa classe di merito bonus-malus del primo - lascia le compagnie libere su tutti gli altri parametri della tariffa auto.

Oggi infatti sono molte di più rispetto al passato le società che fanno pesare l'età dell'assicurato, l'anzianità della sua patente e altri parametri che penalizzano i giovani. Si adattano insomma alla Bersani e la classe di merito perde valore nella determinazione delle tariffe delle polizze auto.

D'altronde la prima classe è molto inflazionata, già prima concentrava metà degli assicurati e con la Bersani è salita al 60%. Molte compagnie non hanno digerito l'effetto della legge, confortate tra l'altro da Isvap e Ania. Le critiche non sono infondate: per le statistiche le tariffe della polizza auto sono molto più alte per un ventenne rispetto ad un quarantenne, considerando che il primo è considerato tre volte più rischioso del secondo.

Ci sono compagnie che arrivano a far pagare il figlio fino al quintuplo del padre. E allora dove sta il vantaggio con la Bersani? L'Isvap dovrà verificare se in questi casi le tariffe delle assicurazioni rc auto siano giustificate Si può sospettare che dietro alcuni eccessi ci sia la volontà di non assicurare i giovani.
Fabrizio Premuti, segretario nazionale Adconsum conferma «La personalizzazione spinta delle tariffe sta limitando molto la mutualità, che invece deve restare alla base del concetto di assicurazione. Il problema è serio e bisogna porselo».

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